Lo SCHIACCIAMENTO di colonne e maschi murari

Terzo post della serie sui dissesti più ricorrenti degli edifici, questa volta dedicato allo schiacciamento di colonne e maschi murari.


Lo SCHIACCIAMENTO di colonne e maschi murari
In un banco di arenaria è stato scavato un vasto ambiente ipogeo, su cui gravano anche numerosi edifici. La volta è sostenuta da un unico maschio murario gravemente lesionato per schiacciamento .

Lo schiacciamento è uno dei dissesti più pericolosi per gli edifici, ma a differenza del ribaltamento di pareti libere o di intere facciate – che richiede un evento traumatico per innescarsi (quasi sempre un terremoto, ma anche frane, cedimenti improvvisi del terreno o urti con mezzi pesanti) – può manifestarsi in qualsiasi edificio senza alcuna causa apparente.

Inoltre i suoi segni premonitori sono spesso sfuggenti e perciò tendono a passare inosservati od essere sottovalutati dai non addetti ai lavori, con grave pericolo per l’incolumità di cose o persone.

Il dissesto per schiacciamento si manifesta:
– nelle colonne o nei pilastri di pietra o in laterizio;
– nei maschi murari eccessivamente snelli;
– nelle murature in pietrame con paramenti non ammorsati costituiti da elementi irregolari o tondeggianti.
a causa degli eccessivi carichi verticali.

Anche in questi casi si nota ovviamente la formazione di un quadro fessurativo caratteristico.

Colonne monolitiche in pietra – Un dissesto in fase iniziale si manifesta mediante la formazione di lesioni verticali – spesso molto brevi e sottili (Foto 1 e 2) – nella porzione centrale del fusto; in un dissesto avanzato si assiste alla completa rottura dell’elemento, alla formazione di profonde fessurazioni (Foto 3 e 4) o all’espulsioni di parti: anche in questo caso le rotture hanno un andamento tipicamente verticale. La presenza di antiche cerchiature in ferro battuto costituisce un indizio supplementare della presenza di un dissesto per schiacciamento ormai storicizzato: in questi casi è bene dunque eseguire un’accurata ispezione visiva dell’intera colonna.

Pilastri e colonne di laterizi e maschi murari snelli o con paramenti poco ingranati – Un dissesto in fase iniziale si manifesta tramite la formazione di una lesione verticale, spesso visibile solo in sezione (Foto 5 e 6). Quando il dissesto si evolve il quadro fessurativo si propaga anche ai due paramenti murari, su cui compare un fitto reticolo di lesioni parallele con andamento tendenzialmente verticale che interessano sia i mattoni sia i giunti di malta (Foto 7 e 8).

Murature con paramenti poco ingranati – Questa particolare variante del dissesto per schiacciamento coinvolge generalmente le murature in pietrame o in laterizio con paramenti poco o per niente ingranati, ed è generalmente il più insidioso. Il dissesto in fase iniziale si manifesta con il distacco reciproco dei paramenti, quasi sempre evidente solo in corrispondenza degli stipiti di porte e finestre a causa della formazione delle tipiche lesioni verticali. Successivamente compare uno spanciamento, più o meno esteso in base all’entità e alla localizzazione dei carichi e ovviamente alle caratteristiche della muratura, accompagnato da un reticolo di lesioni tendenzialmente verticali (Foto 9, 10, 11 e 12).

Il meccanismo attivato è quello dell’instabilità.

Nelle murature storiche i carichi concentrati, ad esempio quelli trasmessi dalla trave maestra di un solaio in legno o da una capriata, non sono quasi mai perfettamente centrati rispetto all’asse di mezzeria dell’elemento  oppure è la muratura stessa che, essendo costituita da due paramenti in materiale diverso (ad esempio mattoni e pietrame) o con spessore diverso, ripartisce i carichi in modo disuguale (Foto 13). Se gli elementi della muratura sono di forma irregolare e tendenzialmente tondeggiante, com’è il tipico caso delle murature in pietrame con tessitura disordinata, per mantenere l’equilibrio si creano delle forze inclinate che rendono la muratura internamente spingente (Foto 14). Il risultato è il distacco reciproco dei paramenti poco ingranati e la loro tendenza al collasso appunto per instabilità (Foto 15).


Gli schemi relativi agli effetti dei carichi verticali (Foto 13 e 14) e al distacco reciproco dei paramento (Foto 15) sono tratti dal Manuale del recupero strutturale antisismico di Giovanni Cangi, DEI Tipografia del Genio Civile.

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