Le TAPEZZERIE SETTECENTESCHE del Palazzo Bichi Ruspoli di Siena

NotaSi ringraziano Confindustria Siena, l’Ente Senese Scuola Edile e l’architetto Marina Gennari per aver reso possibile e organizzato la visita guidata delle stanze del Palazzo, normalmente chiuse al pubblico, nell’ambito del corso per decoratori “I Colori di Siena – qualifica e lavoro per pittore e decoratore edile a Siena”.


Il Palazzo Bichi Ruspoli nei Banchi di Sopra è uno degli edifici più importanti della città di Siena e deriva dall’accorpamento di tre corpi di fabbrica originariamente separati: una torre del XIII secolo, un palazzo gentilizio del XIV-XV secolo e una residenza settecentesca commissionata dai conti Bichi Ruspoli all’architetto senese Jacopo Franchini.
Al suo interno si conservano tuttora pregevoli decorazioni risalenti soprattutto a quest’ultimo periodo: tra queste a mio parere sono particolarmente significative le tappezzerie ricamate – tuttora in buono stato di conservazione – di tre stanze in successione, che documentano molto bene l’aspetto di una dimora aristocratica del XVIII secolo.

Le stanze del piano nobile

Le stanze con le tappezzerie ricamate si trovano al piano nobile e presentano la tipica struttura delle residenze signorili di questo periodo: contrariamente infatti all’uso attuale le stanze sono poste in successione, senza essere disimpegnate da passaggi o corridoi. Aprendo le ampie porte si creano dunque cannocchiali prospettici piuttosto interessanti (Foto 1), che venivano utilizzati per mostrare agli ospiti l’ampiezza della dimora, sicuro indice di agiatezza economica. Piccole porte nascoste, abilmente mimetizzate nella decorazione parietale (Foto 2), davano invece accesso a una seconda rete di passaggi, normalmente utilizzati dalla servitù per non disturbare i padroni di casa o da questi ultimi per muoversi in incognito.

Le stanze conservano l’intero apparato decorativo e le finiture originarie: gli infissi di porte e finestre, i pavimenti di cotto e ovviamente la decorazione parietale.

Quest’ultima dal basso verso l’alto si articola in tre zone (Foto 3 e 4): un basso zoccolo con decorazioni dipinte generalmente a tempera con grottesche o motivi fitomorfi, la parete vera e propria e il soffitto a finta volta di canniccio intonacato, anch’esso decorato con scene mitologiche, grottesche, putti e festoni vegetali  Anche la decorazione parietale si presenta scandita in settori, questa volta però in senso verticale: i riquadri con le tappezzerie sono infatti alternati a pannelli con decorazioni pittoriche o ampi specchi (Foto 5 e 6) che servivano ad ampliare illusoriamente le dimensioni delle stanze e ad aumentarne la luminosità riflettendo la luce del giorno o delle candele. Questi pannelli decorati tendono a disporsi sopra alle porte (Foto 7) o al caminetto (Foto 8),spesso posizionato al centro della parete opposta rispetto alle finestre.
Altre scansioni verticali si trovano invece in corrispondenza delle finestre, caratterizzate da sguinci molto pronunciati, o degli spigoli delle stanze, sottolineati da leggere smussature: qui possiamo trovare motivi a candelabra nella prima stanza (Foto 9), specchi stretti e molto alti nella seconda (Foto 10) o pannelli ricamati nella terza (Foto 11 e 12).

Le tappezzerie ricamate: stile e tecnica di esecuzione

Le tappezzerie delle tre stanze hanno la medesima impostazione generale, ma con alcune lievi differenze in ciascuna di esse: lo sfondo, in tinta unita, è costituito da una stoffa in seta (probabilmente taffetà) attualmente di colore rosa cipria, bordata da una greca originariamente rossa sormontata da motivi floreali (Foto 13). La greca è semplice nella seconda (Foto 14) e terza stanza (Foto 15) e più complessa nella prima (Foto 16).
Anche l’aspetto dei rami cambia leggermente a seconda della stanza: nella prima è infatti curvilineo e serpeggiante, alternandosi regolarmente con la greca (Foto 16); nella seconda assume invece l’aspetto di semplici mazzolini di fiori all’interno di ciascun meandro (Foto 15) mentre nella terza si presenta perfettamente rettilineo (Foto 14). Anche i fiori variano di stanza in stanza: semplici margherite stilizzate a quattro petali nella prima, rose e campanule nella seconda e tulipani nella terza.

La tecnica di esecuzione è eterogenea e comporta il sapiente uso dell’appliqué o ricamo applicato, del punto cordone e di vari punti di ricamo come il punto pieno e probabilmente il punto erba o catenella.
L’esecuzione, di straordinario livello tecnico, ha richiesto una notevole bravura da parte delle ricamatrici che l’hanno realizzata.

La base della greca, la prima parte del ricamo a essere compiuta, è costituita da trapezi o parallelogrammi di seta rossa accostati con grandissima precisione per formare un motivo estremamente regolare; i bordi di ciascun tassello sono stati ripiegati e cuciti con minuscoli punto a sopraggitto, praticamente invisibili a occhio nudo, con un filo di colore uguale a quello dello sfondo (Foto 17): si tratta di una tecnica a Siena nota come “punto bandiera“, tuttora utilizzata per cucire le bandiere delle Contrade e attestata almeno dal XVII secolo per la confezione di paliotti, arazzi, gonfaloni e stendardi. La stessa tecnica nella prima stanza è stata usata anche per l’esecuzione delle foglie, dei bottoncini e dei petali delle margherite, applicando sagome di forma appropriata di colore rispettivamente verde, rosso e rosa (Foto 17). I ramoscelli, gli steli dei fiori, le nervature delle foglie e i bordi di foglie, fiori e frutti sono invece stati realizzati con il punto cordone, una tecnica di ricamo applicato che consiste nel fissare sottili cordoncini – in questo caso rispettivamente verdi e gialli – con punti quasi invisibili a intervalli regolari.

 

I fiori delle tappezzerie della seconda e terza stanza sono invece completamente ricamati a punto pieno (Foto 18 e 19). La stessa tecnica, insieme ad altri punti base (probabilmente catenella e/o punto erba), al punto cordone e forse l’appliqué in alcuni punti (Foto 20) si nota anche nei pannelli stretti e alti con volute e semplici grottesche in corrispondenza degli spigoli della terza stanza: in questo caso la policromia, molto ricca e ben conservata, comprende numerose sfumature di verde, azzurro e blu, rosa, viola e rosso (Foto 21, 22 e 23).

Le tappezzerie ricamate: stato di conservazione

Le tappezzerie appaiono in buono stato di conservazione, senza lacune, strappi, zone lise o macchie deturpanti.
Si nota tuttavia un generale sbiadimento dei colori, particolarmente evidente soprattutto nella greca della seconda stanza in corrispondenza delle zone esposte alla luce diretta del sole, e nel festone vegetale della terza stanza.
In generale sembrano aver patito maggiormente il rosso delle applicazioni e il verde, rosa o viola dei fiori ricamati a punto pieno.
Sono inoltre visibili anche alcuni aloni forse dovuti a infiltrazioni d’acqua.


Nota – La ricostruzione delle tecniche di realizzazione si basa sulla mia esperienza di bandieraia (cucitrice di bandiere) e ricamatrice per hobby. Eventuali correzioni e integrazioni da parte di restauratori di manufatti tessili sono gradite e più che benvenute!

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