Le TABELLE DI POSSESSO sulle facciate delle case di Siena

Le tabelle di possesso sono piccole targhette che segnalavano la proprietà degli edifici su cui venivano murate.
Il loro aspetto è molto variegato, perché ne esistono di forma quadrata, rettangolare, ovale, rotonda o a scudo araldico; i materiali più diffusi sono la pietra bianca (marmo o travertino) e la maiolica invetriata. Le tecniche di realizzazione sono quattro:
– bassorilievo e/o incisione per gli esemplari in pietra;
– semplice pittura o modellazione tridimensionale per quelle di maiolica invetriata.

“Sovrapposizione” di due tabelle di possesso, a dimostrazione di un probabile passaggio di proprietà tra enti religiosi o confraternite

Le informazioni che contengono sono però abbastanza stereotipate:
–  L’identità del proprietario, identificato da uno stemma araldico (istituzioni ecclesiali e ordini religiosi, famiglie nobili e contrade), l’immagine del santo (confraternite e compagnie laicali) o un semplice monogramma a cui spesso veniva aggiunto il nome scritto in forma intera o abbreviata.
– Il numero del fondo, perché gli enti più grandi erano proprietari di numerosi fabbricati che andavano identificati con certezza: era scritto in numeri romani (o molto più raramente arabi) nella parte bassa o in una piccola targhetta separata posta sotto o accanto a quella principale, come si nota ad esempio nelle tabelle dello Spedale di Santa Maria della Scala; questo numero era spesso molto alto: su una tabella della Congregazione di San Pietro in Duomo si nota ad esempio il numero 42 (XXXXII – Foto 31), mentre in due tabelle dell’Opera del Duomo e della Misericordia compaiono addirittura il numero 56, scritto secondo l’errata grafia XXXXXVI (Foto 14) e 58 (LVIII – Foto 27).
– Lanno di apposizione scritto in numeri arabi o assai più raramente romani, un’informazione estremamente preziosa per ricostruire la storia degli edifici: le date che ho censito coprono un arco temporale molto lungo, di 205 anni, dal 1576 al 1781.
Alcune lettere apparentemente scollegate dall’identità del proprietario e forse corrispondenti alle iniziali del fabbricante di ogni singola tabella.

È infine curioso constatare l’esistenza di diversi modelli di tabelle riferibili al medesimo soggetto, relative a tempi o forniture differenti: lo si nota ad esempio per lo Spedale di Santa Maria della Scala, per l’Arciconfraternita della Misericordia, l’Opera del Duomo, la Congregazione di San Pietro, il convento delle Clarisse o la “Società serafica di Santa Caterina in Fontebranda”.


Vediamo adesso tutte le tabelle che ho censito. La copertura del centro storico è stata pressoché totale ma – dato il poco tempo a disposizione – non ho potuto rilevare la posizione di ogni singola tabella, né il loro numero totale: una simile operazione risulterebbe infatti preziosissima, fornendoci una prova diretta e immediata sulla presenza dei vari enti benefici e sociali nella Siena del XVI-XVIII secolo.

Passiamo ora all’identificazione dei vari enti proprietari. Purtroppo – non avendo potuto eseguire ricerche sistematiche per ovvi motivi di tempo (non essendo questa una ricerca esaustiva sull’argomento) – in alcuni casi l’identificazione è rimasta dubbia, sia per il deterioramento della tabella, tale da comprometterne irrimediabilmente la leggibilità, sia per l’assenza sulla stessa del nome dell’ente proprietario o per l’uso di monogrammi ormai difficilmente comprensibili: in tali casi mi sono perciò basata sull’iconografia del santo (se leggibile), sugli emblemi di confraternite analoghe di altre città o sulle lettere del monogramma.

Tabelle di possesso delle Contrade

– In via Salicotto, due tabelle di possesso della Contrada della Torre (Foto 1 e 2) in maiolica dipinta, di forma ovale con stemma araldico e data 1673. Lo stile dello stemma è assai popolaresco e non rispetta i canoni dell’araldica ufficiale.
– Due tabelle di possesso della Contrada dell’Onda con lo stemma della contrada nella sua versione più antica, consistente in una serie di liste ondulate bianche e nere alternate. La prima è costituita da uno stemma di pietra bianca databile probabilmente al XVII secolo sopra la porta della sacrestia della chiesa di San Salvadore (Foto 3); mentre la seconda è decisamente più inconsueta: una sorta di edicola a tempietto di pietra serena, con al centro lo stemma datato 1631 (Foto 4).

– In via Santa Caterina, alcune tabelle di possesso della Contrada dell’Oca di concezione abbastanza complessa: di forma circolare in maiolica invetriata, presentano un’immagine di Santa Caterina con nella parte bassa un piccolo stemma della contrada e la data 1703 o 1705, il tutto racchiuso entro un bordo circolare con l’iscrizione DEL ‘ CONTRADA DEL ‘ OCA (Foto 5 e 6).
– In via Tommaso Pendola, tabella di possesso della Contrada della Tartuca: di forma ovale di maiolica smaltata, contiene l’immagine di Sant’Antonio abate che sovrasta una tartaruga passante verso sinistra, il tutto racchiuso da una ricca cornice in rilievo e completato dalla data 1696 (Foto 7).
– Tabella di possesso della Nobil Contrada del Nicchio, attualmente conservata presso il museo della Contrada: di maiolica smaltata e forma ottagonale, reca lo stemma della contrada sormontato da una corona e la data 1680 (Foto 8).
– Stemma della Contrada della Chiocciola, di stucco e non datato, presenta una chiocciola passante volta verso destra sormontata da una corona (Foto 9): non si tratta di una vera e propria tabella di possesso, ma probabilmente indicava ugualmente un edificio di proprietà della Contrada.

Tabelle di possesso di enti ecclesiastici e ordini religiosi

– Tre modelli di tabelle di possesso dello Spedale di Santa Maria della Scala. I più antichi, di pietra bianca, presentano lo stemma in rilievo e sono datati rispettivamente 1641 (quest’ultimo si caratterizza anche per la presenza delle iniziali L D – Foto 10) e 1659 (Foto 11); il modello più recente, datato 1746, è invece di maiolica bianca con cornice e stemma in rilievo dipinti di azzurro, è inoltre presente una piccola targhetta sussidiaria con il numero del fondo in lettere romane e semplici decorazioni floreali (Foto 12).
– Tre modelli di tabelle di possesso dell’Opera del Duomo, facilmente riconoscibile per lo stemma simile alla balzana con la sigla OPA. Tutti i modelli sono di pietra bianca, con stemma in rilievo di stile leggermente differente. Il primo presenta le iniziali L F e la data 1627 (CXXVII – Foto 13), mentre il secondo le iniziali A C e la data 1646 (MDCXXXVI – Foto 14): in entrambi i casi il numero del fondo è inciso in una piccola targhetta posta sotto o accanto alla tabella di possesso. Il terzo, più antico, è privo sia di iniziali che di numero del fondo ma è datato 1590, come dimostra l’inscrizione A⋅D⋅M⋅D⋅XC sul bordo inferiore (Foto 15).

– Tabella di possesso dell’Ordine dei Frati Predicatori o Domenicani, in maiolica smaltata a forma di scudo araldico con uno dei classici stemmi dell’ordine religioso, ricca cornice e Spirito Santo sotto forma di colomba in rilievo, le iniziali S P e il numero del fondo (Foto 16).
– Due probabili modelli di tabelle di possesso del Convento e chiesa delle Clarisse: di maiolica policroma presentano l’immagine della Santa semplicemente dipinta oppure ad altorilievo, recano la scritta S. CHIARA e sono entrambe datate 1696 (Foto 17 e 18).
– Una probabile tabella di possesso della chiesa e convento della Maddalena: di forma rotonda in maiolica policroma dipinta con bordo in lieve rilievo e purtroppo spezzata e danneggiata proprio al centro, reca l’immagine di una Santa con abito giallo, testa coronata e lunghi capelli biondi identificabile probabilmente con Maria Maddalena; nella parte inferiore compaiono invece la data 1652 e un’enigmatica scritta (LA⋅M⋅DI⋅V[A]LI – Foto 19).

– Quattro modelli di tabelle di possesso della congregazione dei Preti della Dottrina Cristiana o Dottrinari, fondata nel 1592. Si tratta di piccole formelle quadrate o rettangolari in pietra bianca con lo stemma ad altorilievo: una croce piantata su tre monti all’italiana ornata dagli strumenti della passione di Gesù (lancia, bastone con la spugna imbevuta d’aceto, chiodi e corona di spine). I vari modelli differiscono solo per lo stile della rappresentazione: il primo è ad esempio inscritto in un cerchio e ha gli angoli ornati con piccole margherite stilizzate a cinque petali poste in corrispondenza di ciascuno spigolo (Foto 20); il secondo è molto simile ma senza margherite (Foto 21); il terzo si caratterizza invece per un semplice bordo rettangolare in lieve aggetto (Foto 22) e l’ultimo risulta infine un po’ più elaborato, perché la croce è sormontata da un cartiglio e racchiusa da uno scudo araldico con bordi accartocciati (Foto 23). Le formelle più semplici, non datate, risalgono probabilmente alla seconda metà del XVII secolo, mentre l’ultima è datata 1716.
– Due probabili tabelle di possesso dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, casa madre della congregazione benedettina degli Olivetani. Si tratta di due formelle di maiolica policroma rispettivamente ovali e circolari con lo stemma della congregazione, costituito da una croce su tre monti all’italiana e due rami di ulivo. Il primo modello è in rilievo e si caratterizza per la data 1695, il numero del fondo e alcune lettere (C S e illeggibile) poste all’interno di ciascun monte (Foto 24); mentre il secondo è semplicemente dipinto, reca la data 1681 e le lettere O S B (Ordo Sancti Benedicti, cioè ordine di San Benedetto – Foto 25) entro ciascun monte. Lo stato di conservazione non è ottimale, perché entrambe le tabelle si caratterizzano per la presenza di lacune e fenomeni di esfoliazione.

Tabelle di possesso di confraternite e compagnie laicali

Tabelle di possesso di confraternite e compagnie laicali di identificazione certa:
– Tre modelli di tabelle di possesso dell’Arciconfraternita della Misericordia. Il primo, non datato ma probabilmente databile al XVII secolo, è costituito da una piccola formella rettagolare di marmo bianco con il monogramma della confraternita in altorilievo e alcune iniziali, tra cui si riconoscono le lettere A, C o G e infine J; tre o quatto X fortemente abrase sul margine inferiore si riferiscono invece al numero del fondo o alla data di apposizione (Foto 26). Il secondo e il terzo, di maiolica policroma con stemma e cornice in rilievo, differiscono invece per la colorazione (Foto 27 e 28).
– Due modelli di tabelle di possesso della Congregazione di San Pietro: di maiolica invetriata, di forma circolare e grandi dimensioni, recano l’immagine di San Pietro assiso in trono, la scritta CONGREGATIO SANTI PETRI e la data 1576. I due modelli differiscono solo per il colore di fondo (bianco oppure giallo) e le quattro lettere che accompagnano la data, rispettivamente T⋅G⋅C⋅ e T⋅L(?)⋅V⋅C (Foto 29 e 30). In un caso è stata apposta anche una piccola targhetta in pietra con il numero del fondo, curiosamente montata al contrario (Foto 29), a probabile testimonianza che il muratore che eseguì l’installazione era analfabeta. Si tratta inoltre delle tabelle di possesso più antiche tra quelle che ho censito.

– Tabella di possesso della Compagnia di San Pietro in Duomo, (da non confondere con la Congregazione quasi omonima): è in maiolica smaltata, con cornice in rilievo e superficie leggermente bombata; si caratterizza per l’immagine del santo, l’iscrizione CONGR.TIO. ST. PETRI. IN. METROPOL, le lettere D – B – K e la data 1698 (Foto 31).
– Tabella di possesso della Società serafica di Santa Caterina in Fontebranda: di forma quadrata in pietra bianca, reca incisa l’immagine della Santa con stimmate e crocifisso, la data 1632, l’iscrizione SOC. SERAPHICAE. D. CATH. I. FONTE. BR. e il numero del fondo scritto in numeri arabi nell’angolo in basso a sinistra (Foto 32).
– Tabella di possesso della Compagnia di San Domenico in Camporegio: di pregevole aspetto, è costituita da una cornice modanata di pietra serena con incastonata una formella in marmo bianco con incisa l’immagine del santo a mezzo busto, l’iscrizione DELLA COMPAGNIA DI SAN DOMENICO e la data 1699 in numeri romani (MDCIC – Foto 33). A questa compagnia è probabilmente attribuibile una seconda tabella di possesso, purtroppo lacunosa, in maiolica smaltata di forma ovale con cornice a rilievo, l’immagine del santo con in mano il modellino di una chiesa, una chiesa sullo sfondo e la data 1650 in numeri romani (Foto 34).

– Tabella di possesso della Società di Sant’Antonio, costituita da una formella di marmo bianco con l’immagine del santo a mezzo busto, la data 1664 in numeri romani e l’iscrizione SOCIETATIS ⋅ D ⋅ ANTONII / A M DC L XIV (Foto 35).
– Tabella di possesso della Compagnia di San Giovanni Battista sotto il Duomo, consistente una targhetta di marmo bianco con incisa l’immagine del santo benedicente, la data 1670 in numeri romani e l’iscrizione S. GI. B. SOT. IL DUOMO A.D. M DC L X X (Foto 36). A questa compagnia è forse attribuibile anche una tabella di possesso in maiolica policroma molto degradata, caratterizzata da una diffusa scagliatura superficiale e lacune molto ampie: di forma ovale con superficie bombata e bordo incavato con un motivo di palmette stilizzate, reca l’immagine di un santo a torso nudo con un lungo bastone a cui è appoggiato un oggetto marrone simile a una pelle, ritratto in piedi sullo sfondo di un fiume, con il braccio destro (purtroppo perduto) apparentemente proteso verso l’esterno (Foto 37).

– Tabella di possesso della Compagnia di San Bernardino da Siena, costituita da una formella a rilievo di maiolica policroma con l’immagine del santo, la scritta S. BERNARDINO D. SIENA e il numero del fondo (Foto 38).
– Tabella di possesso della Compagnia di San Giovanni Evangelista a Monastero, costituita da una formella di maiolica dipinta con l’immagine del santo con gli attributi dell’aquila e del libro (il vangelo) corredata dall’iscrizione S⋅G⋅A⋅M (San Giovanni a Monastero) e la data 1705 su una piccola targhetta a parte (Foto 39).
– Tabella di possesso della Compagnia di San Rocco, costituita da una formella rettangolare di maiolica policroma con l’immagine del santo (Foto 40).

 

– Tabella di possesso della Compagnia di Sant’Ansano, costituita da una formella ovale di maiolica policroma con l’immagine del santo e la data 1687 (Foto 41).
– Due tabelle di possesso della Compagnia di San Michele Arcangelo di dentro (già Madonna della Disciplina maggiore e di San Michele Arcangelo) di maiolica policroma. La prima, purtroppo lacunosa, è di forma ovale con superficie bombata e bordo in rilievo, reca l’immagine del santo sullo sfondo di un ampio paesaggio con fiumi e montagne, la scritta FRATERNITAS e la data 16-3 (Foto 42): una lacuna in corrispondenza della terza cifra rende purtroppo impossibile l’attribuzione del decennio. Anche seconda, l’unica semisferica tra quelle che ho censito e purtroppo scarsamente leggibile per uno spesso strato di deposito superficiale, reca l’immagine del santo con gli attributi tradizionali (bilancia e probabilmente spada o lancia) corredata di un’iscrizione purtroppo scarsamente leggibile da terra (Foto 43).
– Tabella di possesso della Compagnia di Santo Stefano Protomartire, costituita da una formella ovale di maiolica policroma dipinta con la scritta S. STEFANO e la data 1745 (Foto 44).

 

– Tabella di possesso della Compagnia di Sant’Anna dei ciechi e storpi, costituita da una formella si maiolica policroma di forma ovale con superficie bombata, bordo incassato con un motivo di ovuli in rilievo, l’immagine della Santa in una delle sue iconografie tradizionali (seduta accanto alla Madonna, con Gesù Bambino in piedi sulle sue ginocchia) e l’iscrizione S. Anna (Foto 45). Il sto stato di conservazione è purtroppo pessimo, caratterizzato da un’ampia lacuna nella porzione superiore che ha causato la perdita del volto di Gesù Bambino e probabilmente della Madonna, ampie scagliature con distacco dello strato più superficiale di maiolica, e infine un diffuso sbiadimento dei colori.
– Tabella di possesso della Compagnia di Sant’Antonio da Padova, costituita da una piccola formella circolare di maiolica con sfondo bianco, bordo in rilievo simile a un serto vegetale, piccola immagine del santo in rilievo, ritratto in piedi, a figura intera su una nuvola, e infine la data 1603 (Foto 46).
– Tabella di possesso della so della Compagnia dei Santi Nicolò e Lucia. Si tratta di una formella di maiolica di forma circolare dalla superficie fortemente bombata (addirittura quasi emisferica) con due immagini di santi di difficile lettura a causa delle estese lacune sull’intera superficie: sulla sinistra è però riconoscibile Santa Lucia seduta introno con in mano un piatto contenente gli occhi, mentre al centro San Nicola di Bari in abiti vescovili impugna un pastorale (Foto 47). Nella porzione inferiore si nota inoltre il frammento di una scritta ormai perduta, che in origine doveva contenere il nome della compagnia, la data di apposizione e/o il numero del fondo. Molto curiosa è inoltre la collocazione di questa tabella di possesso, immediatamente sopra a un’altra appartenente all’Opera del Duomo datata 1590, a probabile testimonianza di un passaggio di proprietà dell’edificio.

Tabelle di possesso di confraternite e compagnie laicali identificate ma non attestate a Siena:
– Tabella di possesso di una confraternita o compagnia “dei Santi Papi”, probabilmente correlata alla Collegiata di Santa Maria in Provenzano: si tratta di una formella rettangolare di maiolica policroma con l’immagine della Madonna di Provenzano in rilievo, la data 1781 e la scritta C D SANTI ⋅ PAPI A ⋅ D 1781 (Foto 48). È la tabella di possesso più recente tra quelle che ho censito.
– Tabella di possesso riferita a una parrocchia o confraternita di San Lorenzo, costituita da una piccola formella di pietra grigia con incisa la graticola e le lettere S L (Foto 49).
– Due tabelle di possesso riferite a una parrocchia o confraternita della Madonna Addolorata, il cui culto è attestato a Colle Valdelsa. La prima è costituita da una formella di maiolica policroma con il monogramma di maria in lettere fiorite e sovrastato da una corona, a sua volta sormontato dall’immagine dell’Addolorata (la Madonna trafitta da spade); il tutto è corredato dalle lettere C S (Foto 50). La seconda, di aspetto simile, si differenzia per l’immagine della Madonna in rilievo nel colore naturale della terracotta, e la presenza di una targhetta in pietra con il numero del fondo e le lettere C S (Foto 51).

Tabelle di possesso di chiese e parrocchie

– Tabella di possesso della Parrocchia di San Pietro e Paolo di Marciano (ubicata nell’attuale via San Marco), in maiolica policroma a rilievo con immagine del santo e l’iscrizione PAROCH ⋅ SS ⋅ PETRI E PA[O] / DI MARCIA / NO (Foto 52).
– Probabile tabella di possesso della Parrocchia di San Cristoforo, costituita da una semplice formella rettangolare di maiolica policroma a rilievo con l’immagine del santo (Foto 53).
– Possibile tabella di possesso della chiesa di San Giuseppe, costituita da una formella a rilievo di maiolica policroma con l’immagine della Sacra Famiglia (Foto 54).
– Possibile tabella di possesso della chiesa della Santissima Annunziata, costituita da un bassorilievo in marmo bianco con la scena dell’Annunciazione (Foto 55).
– Possibile tabella di possesso della Cattedrale di Santa Maria Assunta, costituita da un bassorilievo di maiolica policroma con la scena dell’Assunzione di Maria e nella parte bassa un’iscrizione su due righe di cui si leggono le parole IN ⋅ METROPOLIT (cioè “nella chiesa metropolitana” – Foto 56).

Tabelle di possesso di famiglie nobili

– Tabella di possesso della famiglia Piccolomini, costituita da un bassorilievo di maiolica policroma con lo stemma di famiglia sormontato da una corona (Foto 57).
– Tabella di possesso della famiglia Pannilini, consistente di una formella ovale di maiolica policroma con lo stemma di famiglia a rilievo corredato della data 1779 (Foto 58).

Tabelle di possesso non identificate

Nonostante le mie ricerche, non sono riuscita a identificare con sicurezza gli enti o famiglie a cui appartenevano le seguenti tabelle di possesso:
– Tabella di possesso probabilmente relativa a una confraternita: di pietra bianca e forma quadrata, reca incise le lettere S T Ω e la data 1656 (Foto 59).
– Tabella di possesso probabilmente relativa a una confraternita: di pietra bianca, presenta un monogramma formato dalle lettere A C R intrecciate a una croce e l’iscrizione A.L.M.D CXXVII, probabilmente relativo alla data 1627 in numeri romani (Foto 60).
– Tabella di possesso probabilmente relativa a una confraternita: di pietra bianca e forma quadrata, ha inciso un monogramma formato dalle lettere F M R G intrecciate a una croce e il numero del fondo, scritto in numeri romani nella parte inferiore (Foto 61).
– Tabella di possesso probabilmente relativa a una confraternita: di pietra bianca e forma quadrata, ha inciso un monogramma formato dalle lettere P S L M O intrecciate a una croce e il numero del fondo, scritto in numeri romani nella parte inferiore (Foto 62).
– Tabella di possesso probabilmente relativa a una confraternita, costituita da una formella ovale di maiolica policroma con uno stemma formato da un calice, tre ostie (o frutti) sormontate da una croce e due oggetti probabilmente identificabili con una piuma e un chiodo o uno spadino; il numero del fondo è scritto in una targhetta separata anch’essa di maiolica (Foto 63).

 

– Tabella di possesso di famiglia o confraternita non identificata, in maiolica policroma di forma quadrata con uno stemma costituito da un troncato di nero e argento caricati rispettivamente di una mitria vescovile e un caduceo, e inoltre la data 1669 (Foto 64).
– Possibile tabella di possesso della Compagnia del Santissimo Nome di Dio. Il pessimo stato di conservazione di questa formella di maiolica, di cui rimangono solo alcuni lacerti, non consente l’identificazione certa dell’ente proprietario: tuttavia la presenza di alcuni frammenti di raggi e di una crocetta (Foto 65) potrebbero rendere plausibile l’appartenenza a questa confraternita, attestata anche in altre città (tra cui ad esempio Taranto) e caratterizzata da un emblema costituito proprio dal monogramma IHS (monogramma di Cristo) circondato da una corona di raggi. Nella parte inferiore si trovava inoltre un cartiglio con un’iscrizione su una sola riga, di cui si leggono solo le lettere NOBI[S] …. TAT.
– Possibile tabella di possesso della Compagnia della Madonna sotto le volte dello Spedale, detta anche della Beata Vergine Maria della Buca o dei Disciplinati. Si tratta di un bassorilievo di maiolica policroma con l’immagine della Madonna assunta in cielo circondata da angioletti (Foto 66). L’attribuzione a questa compagnia è ipotizzabile sulla base delle lettere C ⋅ M ⋅ S, forse leggibili come le iniziali di “Compagnia Madonna Spedale“.

 

– Tabella di possesso non identificata, costituita da un bassorilievo di maiolica policroma con l’immagine della Madonna con Bambino insieme a Santa Caterina da Siena in preghiera, facilmente riconoscibile per l’abito domenicano (Foto 67). Le attribuzioni più probabili sono alla Compagnia di Santa Caterina della Notte, che aveva sede nell’omonimo oratorio nei sotterranei del Santa Maria della Scala,  all’Oratorio di Santa Caterina (attualmente assegnato alla Contrada del Drago) o infine al Santuario di Santa Caterina in Fontebranda.
– Tabella di possesso non identificata o semplice immagine devozionale costituita da un bassorilievo ottagonale di maiolica policroma con la Madonna con Bambino (Foto 68).
– Stemma di famiglia non identificata, costituito da una formella rettangolare in pietra con uno scudo araldico ad altorilievo con una corona, una fiamma e due frecce incrociate (Foto 69).

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